Intervento al seno e sensibilità post operatoria

Complicanze dell’intervento al seno: perdita di sensibilità

La ghiandola mammaria è un organo complesso con una caratteristica rete venosa sottocutanea e numerosi nervi che, partendo da quelli intercostali, si diffondono per tutta la cute. I nervi infatti sono rari nella mammella ma numerosi nella pelle e nella zona areola capezzolo. Questa innervazione diffusa rende il seno un organo molto reattivo al tatto, soggetto a molte variazioni di sensibilità durante i periodi critici (pubertà, flusso mestruale, gravidanza) e una zona erogena d’eccellenza per le donne.

Durante l’intervento il chirurgo recide alcune di queste terminazioni nervose per cui nelle prime settimane dopo l’intervento si registra una momentanea perdita di sensibilità cutanea o al contrario un’ipersensibilità, spesso localizzata intorno alla zona areola capezzolo. Dopo alcune settimane il problema si risolve, ma la tecnica chirurgica è essenziale per prevenire e limitare queste complicanze.

Lo specialista in chirurgia plastica estetica

Una recente indagine condotta dall'Aesthetic Surgery Journal, la rivista ufficiale della Società Americana di Chirurgia Plastica Estetica, ha appurato che sono necessari circa tre mesi, perché la maggior parte delle donne ottenga nuovamente la stessa sensibilità che aveva prima dell'intervento in quasi tutte le aree del seno; fanno eccezione l’area attorno al capezzolo (4%) e il quadrante inferiore esterno (16,15%), a causa dell’incisione nella piega sottomammaria.

Per limitare al massimo i rischi e le complicanze è essenziale che l’intervento sia eseguito da uno specialistica in chirurgia plastica, esperto in rimodellamento del seno, in grado di valutare la tecnica migliore per il vostro caso e che operi in strutture debitamente autorizzate.

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