Quando fare un intervento al seno: estate o inverno?

Caldo o freddo?

Un intervento estetico al seno è impegnativo: sono necessari riposo, un reggiseno contenitivo, qualche analgesico e un po’ di pazienza. Durante la prima settimana possono manifestarsi dolore e fastidio e un certo senso di gonfiore. È preferibile non fare ampi movimenti con le braccia ed è necessario indossare un reggiseno di tipo elastico per circa un mese.

È evidente, dunque, che la stagione calda è sconsigliabile per questo tipo di intervento, non solo perché con la canicola i disagi si esasperano, ma anche perché sarebbe necessario rinunciare a tutte le attività tipicamente estive: non si può nuotare, bisogna evitare l’esposizione al sole, non si può togliere il reggiseno (va indossato anche di notte).

Il sole, benefici e controindicazioni

Il sole, nostro amico e alleato, è assolutamente da evitare sulle cicatrici per scongiurare l’iperpigmentazione della pelle. Le cicatrici recenti di colore rosso devono essere sempre difese dal sole per evitare un rallentamento nella guarigione: un indumento e una crema solare ad alta protezione sono indispensabili. Le vecchie cicatrici, invece, quelle di colore bianco, possono essere esposte al sole, ma sempre coperte da creme con fattore di protezione solare 50 o superiore, perché l’epidermide è comunque più sensibile nella zona operata. Non crediamo quindi che costume e maglietta siano sufficienti, schermiamo sempre la pelle con appositi stick solari.

La stagione migliore

Un intervento chirurgico al seno non è una procedura d’urgenza, ma è sempre programmato, perciò scegliamo di eseguirlo in un periodo di calma e concediamoci il lusso di un adeguato periodo di interruzione delle attività. Non solo la pausa sarà benefica per il nostro organismo che sta per affrontare un evento stressante, seppure controllato e garantito dal nostro chirurgo e dalla sua équipe, ma ne risentirà positivamente anche la nostra salute mentale. Un intervento al seno ha implicazioni psicologiche ed emotive profonde, perché si tocca e si “taglia” una parte molto delicata del nostro corpo, il simbolo dell’identità femminile, un organo che poggia sul petto, vicino al cuore. Sarà necessario accordarsi un break: superata la prima fase critica legata al disagio fisico, diamoci tempo per recuperare la nostra identità psicosessuale e prepariamoci a riprendere gradatamente la routine quotidiana.

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