Lipofilling o Lipolifting?

Lipofilling: cosa significa

Si può fare confusione sui vari tipi di intervento al seno a causa delle differenti e non sempre facili denominazioni utilizzate per identificarli, spesso impiegate in modo improprio anche nei vari siti di chirurgia plastica estetica. Il termine lipofilling ad esempio è composto da due parole: la prima è lipo, dal greco lipos, che significa adipe, grasso. La seconda parola è filling, dal verbo inglese to fill, vale a dire riempire, colmare, impinguare. In effetti il lipofilling prevede che le cellule adipose prelevate dalla paziente siano impiantate nel seno in piccole quantità per rimodellarlo, ad esempio per “riempire” il quadrante superiore della mammella, che può apparire svuotato dopo una mastopessi, o per aumentarne il volume senza l’uso di protesi.

Lipofilling o lipolifting

La tecnica classica del lipofilling è denominata lipostruttura secondo Coleman, il chirurgo statunitense che ha perfezionato la tecnica attualmente utilizzata. Tuttavia l’intervento è spesso chiamato anche lipolifting, parola composta da lipo-grasso e lifting dall'inglese elevazione, alzata, accrescimento. Di per sé il termine non è corretto, perché l’intervento per risolvere il cedimento e la caduta verso il basso delle mammelle si chiama mastopessi (alla lettera “fissare la mammella”). D’altra parte non è neppure errato associare il lipofilling all'idea di un lifting, in quanto l’intervento provoca un sollevamento delle mammelle dovuto alla rinnovata tonicità e rassodamento del seno. Di fatto è questo uno dei pochi casi in cui il grasso fa bene: i tessuti del seno risulteranno più morbidi e omogenei, le mammelle più turgide e sollevate, con un ottimo risultato estetico.

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