Il grasso nel seno si riassorbe?

Il lipofilling: sicuro, ma imprevedibile

Il lipofilling è una tecnica ormai molto utilizzata per rimodellare un seno svuotato, asimmetrico o tuberoso, perché è sicuro e poco invasivo. Questa tecnica concettualmente semplice, si preleva il grasso corporeo dai pannicoli adiposi e lo si inietta nel seno, non è scevra da problematiche: sebbene produca risultati eccellenti, non sono prevedibili, in quanto il grasso impiantato tende naturalmente a riassorbirsi. Il confronto tra una mastoplastica additiva, che presuppone l’uso di protesi, e il lipofilling permette di comprendere la differenza: le protesi hanno una forma anatomica che ridà una forma ben definita al seno; per il lipofilling, invece, il risultato non è immediatamente osservabile e bisogna attendere tre mesi per la valutazione. Eventualmente si può effettuare un’ipercorrezione per integrare la perdita e raggiungere il risultato sperato.

Le statistiche indicano una media di riassorbimento pari al 20-30%. Purtroppo esiste anche una quota significativa di pazienti, circa il 20%, che perde il 70% del grasso corporeo innestato, quindi non ottiene alcun beneficio dall'intervento. Ad oggi non esiste un metodo scientifico per individuare queste pazienti. Infine bisogna tenere in considerazione anche i fattori personali, quali il dimagrimento o l’invecchiamento, che favoriscono la naturale perdita di grasso corporeo.

La natura e la tecnica

La prima problematica quindi è senza risposta: non abbiamo test per stabilire a priori quale risultato otterremo dall'intervento di lipofilling, quale sarà la reazione del nostro organismo all'impianto e quindi valutare il grado di riassorbimento. In questo caso la natura gioca un ruolo fondamentale e, come spesso accade, ha l’ultima parola. Vi sono però altri fattori controllabili in cui la tecnica chirurgica ha un peso rilevante. Negli ultimi vent'anni il mondo scientifico ha fatto molti tentativi per trovare una tecnica alternativa a quella classica: sono state sperimentate molte tecniche di centrifugazione, di concentrazione di cellule staminali, di differenti metodologie di prelievo ... Nessuna ha fornito risultati apprezzabili e superiori alla tecnica classica, perfezionata da Coleman, che prevede una serie di accorgimenti tecnici per ridurre il traumatismo del processo, “ripulire” le cellule adipose per separarle dalle impurità e l’infiltrazione in tanti minuti canali di piccole quantità di adipe. La perizia del chirurgo plastico estetico vi garantirà un intervento sicuro e affidabile con la consapevolezza che tutto quello che era possibile fare, e fare al meglio, è stato fatto.

Come evitare il riassorbimento del grasso corporeo

Un fatto sicuro è che il grasso si riassorbe quando viene impiantato in zone poco vascolarizzate. Infatti le cellule prelevate perdono la connessione vascolare con la sede di origine e necessitano di ritrovare un tessuto vitale, altrimenti non possono nutrirsi e muoiono. Per questa ragione le cannule utilizzate per l’aspirazione devono essere di diametro inferiore ai 3 mm, per prelevare lobuli molto piccoli, la cui sopravvivenza è maggiore perché si rivascolarizzano più facilmente, prima per imbibimento (assorbimento) e poi ripristinando la connessione vasale. L’infiltrazione avviene per piccole quantità e su più livelli con la creazione di una struttura di canali che favorisce la rivascolarizzazione. Se si infiltrano quantità troppo grandi, non tutte le cellule saranno a contatto con tessuti ben vascolarizzati e andranno incontro a riassorbimento o morte. È necessario programmare più interventi a distanza di mesi per permettere un migliore attecchimento, quindi agire con piccoli ritocchi successivi piuttosto che con un unico grande impianto, secondo un iter rigoroso.

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