Mastopessi e lipofilling a confronto

Stessa diagnosi, soluzioni diverse

Il seno si allunga, è poco sodo e appare quasi svuotato, i capezzoli puntano verso il basso, la piega sottomammaria è coperta: il disagio di un seno rilassato e svuotato (ptosi) ha spesso ripercussioni anche sulla psiche della donna che si sente inadeguata e poco attraente. D’altra parte il seno è costituito da tessuto ghiandolo-adiposo, senza ossa né muscoli, quindi nel tempo svariati fattori incidono negativamente sulla sua bellezza. In questi casi è possibile ricorrere a una mastopessi con l’ausilio di protesi o senza, a seconda della situazione di partenza e se si vuole ottenere anche un aumento del volume. Le protesi utilizzate sono di ultima generazione, estremamente sicure, e non causano complicanze. Tuttavia in casi selezionati è possibile ricorrere a un intervento naturale senza l’ausilio delle protesi: quando si hanno a disposizione degli accumuli adiposi da sfruttare e si intende ottenere un lieve aumento del seno, è possibile praticare un lipofilling. Il chirurgo preleverà del grasso corporeo dalla paziente tramite un ago sottile e lo inietterà nel seno per rimodellarlo e rassodarlo.

Mastopessi e lipofilling: cosa cambia

La mastopessi è un intervento chirurgico che, variando i rapporti tra la massa ghiandolo/adiposa della mammella stessa e l’epidermide, permette un rassodamento dei seni, mantenendo il volume originario; per ottenere l'aumento del seno è possibile abbinare una mastoplastica additiva con inserimento di protesi.

Il lipofilling, invece, è una tecnica meno invasiva, che utilizza il grasso corporeo della paziente stessa, utile a rassodare il seno o per rimodellarlo, se è tuberoso o se i due seni sono diversi fra loro.

Ci sono similitudini e notevoli differenze fra i due interventi:

  • la mastopessi è una tecnica indicata per donne magre, mentre il lipofilling è adatto a chi ha cuscinetti adiposi da sfruttare.
  • Con le protesi si ottiene un effetto immediato, verificabile e molto naturale; il lipofilling, invece, non permette un risultato immediato, perché il grasso tende a riassorbirsi e spesso è necessaria un’ipercorrezione per arrivare a un ottimo risultato finale.
  • La protesi non dà allergie, se non in rarissimi casi, non cambia nel tempo, sebbene vada sostituita dopo 15-20 anni. Il grasso corporeo è assolutamente senza rischi di allergie, ma tende in parte a riassorbirsi e subisce i dimagrimenti del corpo.
  • La mastopessi lascia da una a tre cicatrici, che impallidiscono e migliorano sensibilmente nel tempo, ma definitive. Il lipofilling non lascia alcun segno, perché anche i tagli necessari per l’aspirazione sono di soli 3 mm.
  • La mastopessi va eseguita in anestesia generale con una notte di ricovero; essendo meno invasivo, il lipofilling può essere eseguito in day hospital con sedazione.

Una scelta condivisa con lo specialista

Infine la scelta tra i due interventi deve essere attentamente valutata e guidata dal parere di un chirurgo plastico estetico molto esperto, perché le variabili in gioco sono numerose e complesse. Lo specialista deve valutare forma, dimensione, struttura e altri parametri morfologici del seno, considerando le vostre aspettative e le realistiche possibilità d’azione prima di consigliarvi su come intervenire. Inoltre egli è il garante della vostra salute e vi consiglierà ciò che è più opportuno per ridurre al minimo rischi e complicanze, che sono sempre legati a un intervento chirurgico. Vi rassicurerà circa i vostri timori – paura dell’anestesia, qualità delle protesi, estetica delle cicatrici – per accompagnarvi serenamente in questo percorso.

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