La scelta delle protesi, lisce o testurizzate?

Tre generazioni di impianti

Le prime protesi mammarie risalgono al 1962. Da allora è stata fatta molta strada e le attuali protesi sono sicuramente più naturali, eleganti e sicure di quelle originali. La costituzione di base delle protesi è il silicone, mentre la superficie dell’involucro ha visto succedersi tre diverse generazione di impianti:

  • involucro spesso e superficie liscia;
  • involucro sottile e superficie liscia;
  • attualmente si utilizzano prevalentemente protesi con involucro spesso e superficie testurizzata.

Testurizzato significa che le protesi sono costituite da una trama tridimensionale per cui appaiono ruvide e opache in contrasto con quelle lisce e trasparenti. Le protesi testurizzate non sono più resistenti delle lisce, ma sembrano contenere i rischi di dislocazione, rotazione e contrattura capsulare, vale a dire che prevengono alcune complicanze dell’impianto protesico. Fino agli anni Ottanta, infatti, circa il 20% delle pazienti era colpito dal fenomeno denominato contrattura capsulare, vale a dire un ispessimento della sottile capsula che l’organismo forma spontaneamente attorno a qualsiasi corpo estraneo e quindi anche attorno alle protesi mammarie. Quando la capsula avvolge la protesi, questa inizia a contrarsi: il primo grado di contrazione è considerato fisiologico, mentre nei gradi successivi insorge prima una sensazione di fastidio e infine dolore. Contestualmente la mammella tende ad indurirsi e ad assumere una forma tondeggiante, asimmetrica se il fenomeno colpisce più un lato dell’altro, deformata. Le evidenze sembrano dimostrare che questa complicanza può essere in gran parte evitata grazie alle protesi testurizzate di terza generazione.

Quale protesi scegliere?

Le caratteristiche di superficie delle protesi oggi in commercio sono di tre tipi: liscia, testurizzata e al poliuretano. Le protesi a superficie liscia sono state a lungo poco utilizzate, perché poco vantaggiose; oggi sono rivalutate forse per il costo che è inferiore. Il poliuretano ha dimostrato la possibilità di ridurre il fenomeno della contrattura capsulare grazie a una superficie irregolare e ha spinto la ricerca verso la produzione di protesi testurizzate, che sono l’evoluzione del poliuretano. Esistono due tipi di testurizzazione:

  • testurizzazione positiva: provoca un effetto di tipo abrasivo, ma può dar luogo ad una raccolta di liquido infiammatorio nella protesi;
  • testurizzazione negativa: provoca un effetto di ritenzione facendo aderire la capsula periprotesica all'involucro della protesi (tecnologia BIOCELL).

I chirurghi plastici più affidabili utilizzano esclusivamente protesi di alta qualità, come le Allergan, realizzate in un involucro di silicone in doppio strato barriera INTRASHIEL a 360°; sono riempite di gel siliconico ad alta coesività; hanno una superficie testurizzata con tecnologia BIOCELL, che favorisce l'aderenza dei tessuti, la morbidezza della capsula e sono meno rilevabili al tatto. Sono prodotti tecnologicamente all'avanguardia per ridurre al minimo ogni rischio per la salute e ottenere il massimo risultato.

© 2017 Seno.Clinic

HELIX_NO_MODULE_OFFCANVAS